Occuparsi dei dipendenti per una sana reputazione aziendale

Occuparsi dei dipendenti per una sana reputazione aziendale

Con l’inizio della crisi economica molte aziende sono state costrette ad una riorganizzazione del personale all’insegna del “pochi ma buoni” e hanno cercato d’investire risorse nella motivazione e nel sostegno degli impiegati. Ma con quale risultato?

La situazione lavorativa

Il tasso di disoccupazione non accenna a scendere ma anche la platea dei lavoratori e dei cittadini in cerca di un’occupazione, sta cambiando. Chi ha un lavoro si sente di doverlo portare a compimento e ha intenzione di soddisfare le esigenze dell’azienda coniugandole con le proprie aspirazioni personali.

Una situazione che fino a qualche anno fa era da considerare utopica ma oggi, il coinvolgimento negli affari aziendali ha raggiunto livelli esorbitanti grazie alla dinamica dello sharing e alla maggiore presenza delle aziende sui social.

Le aziende, di contro, sono ossessionate dalla reputazione, che le obbliga alla trasparenza, rendendo l’azienda più vicina ai consumatori e i lavoratori maggiormente coinvolti.
Peccato che la trasparenza e di conseguenza il coinvolgimento dei lavoratori non siano automatici, ovvero, non basta rendere pubblici documenti e procedure.

Per coinvolgere i lavoratori l’azienda deve:

sviluppare una cultura della famiglia che agevoli la risoluzione dei conflitti tra tempo della famiglia e tempo del lavoro;

prevedere dei momenti di relax in ufficio che aiuti a sopportare lo stress sul posto di lavoro, migliorando prestazioni e produttività;

occuparsi dell’immagine, delle interazioni sui social, in una parola, cura della propria reputazione.

Questi suggerimenti arrivano direttamente dal Sodexo’s 2015 Workplace Trends Report e viene spontaneo chiedersi: quante aziende rispettano i propri dipendenti e investono risorse nella cura della propria reputazione?

L’indagine risolutiva

In realtà si ottengono impegno, produttività e dedizione, in maniera direttamente proporzionale alla libertà dei dipendenti: lo ha detto Richard Branson quando ha cancellato gli orari di lavoro per i suoi dipendenti spiegando che conta la produttività.

Ogni anno con l’indagine Great Place to Work s’interrogano i dipendenti per scovare le migliori aziende in cui lavorare. Al primo posto in Italia c’è sempre Microsoft Italia, seguita da Fedex ed Emc Computer System

Vale la pena ricordare che il miglior posto in cui lavorare è caratterizzato da:

una relazione di fiducia reciproca con il management aziendale;

il rapporto di orgoglio per il proprio lavoro e per l’organizzazione di cui si fa parte;

la qualità dei rapporti con i colleghi.

Insomma siamo noi lavoratori la base del nostro benessere sul posto di lavoro e della reputazione dell’azienda di cui facciamo parte. Per conoscere gli altri trend della ricerca Great Place to Work »

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato nel 2015 e potrebbero esserci stati degli aggiornamenti a proposito. In caso di dubbi lasciate un commento all'articolo. Grazie.

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