Twitter e Facebook possono condizionare (non poco) il mondo del lavoro.

Twitter e Facebook possono condizionare (non poco) il mondo del lavoro.

Una recente indagine condotta dalla piattaforma americana Rappler evidenzia che il 70% delle aziende ha cambiato la valutazione sui candidati da assumere dopo aver monitorato la loro “presenza social”, ovvero in base all’immagine ottenuta analizzando le informazioni pubbliche che li riguardavano.
In termini tecnici si chiama Web Reputation e, ai tempi dei social e della diffusione di smartphone e tablet, è consigliabile prestare attenzione a come ci si posiziona in rete, a quello che si scrive, chi si “frequenta” online, e non ultimo i contenuti che si condividono.

I social network sono, comunque, una piazza e vale sempre la “regola della nonna”: non dire o fare su Facebook ciò che non diresti o faresti davanti a tua nonna!

Non è difficile rovinare la propria reputazione online, basta postare un commento non troppo elegante o usare un linguaggio poco educato, tanto per dirne qualcuna, e in un soffio si possono produrre effetti indesiderati.

In buona sostanza, soprattutto per chi è alla ricerca sul lavoro, è bene tener presente che la modalità di esposizione in rete sta monopolizzando di fatto scelte aziendali, pertanto emergono nuovi aspetti da gestire con criterio e, soprattutto, con conoscenza degli strumenti.
Oppure, bisogna affidarsi a professionisti del settore.

Ecco un video semi-serio per riflettere:

Fonte Ilfattoquotidiano.it »

Attenzione! Questo articolo è stato pubblicato nel 2013 e potrebbero esserci stati degli aggiornamenti a proposito. In caso di dubbi lasciate un commento all'articolo. Grazie.

2 Commenti

  1. Twitter e Facebook possono condizionare (non poco) il mondo del lavoro. - The Cupcakes Blog - Luglio 2016

    […] Non è difficile rovinare la propria reputazione online, basta postare un commento non troppo elegante o usare un linguaggio poco educato, tanto per dirne qualcuna, e in un soffio si possono produrre effetti indesiderati. [ continua a leggere… ] […]

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